Giovanni Paolo II ricordava ai Parroci di Roma nell'incontro quaresimale del 1988: «La parrocchia deve cercare se stessa fuori di se stessa». È fuori dubbio che la comunità locale (e la Parrocchia su di essa modulata) non rappresenti più per molti il luogo naturale dove si svolge l'intera esistenza. Questo non significa però il superamento definitivo della Parrocchia. La mobilità non abolisce il rilievo delle realtà territoriali - il luogo, anche nella mobilità, resta una realtà -, bensì le chiama a nuove figurazioni e attivazioni. La mobilità spinge a una mentalità, prima ancora che a forme istituzionali, sopraterritoriali. Non si tratta dunque di superare la Parrocchia, ma di rinnovarla secondo una nuova forma pastorale capace di ripensare il riferimento al territorio che favorisca una riconfigurazione delle relazioni del vissuto comunitario.

Condividi con: